Due allestimenti co-progettati con l’artista Jhafis Quintero e lз partecipantɜ del laboratorio Costruire Bellezza. Una condivisione di saperi, storie e spazi creativi che si apre alla progettazione per l’arte per generare opportunità espositive, di protagonismo e di visibilità sul territorio.
Nel 2017, l’artista panamense Jhafis Quintero e il laboratorio Costruire Bellezza collaborano per progettare l’allestimento della cappella dei “Santi Malandrini”, figure mistico-religiose sincretiche di giovani criminali e santi popolari, raffigurati in una serie di statuette raccolte dall’artista in diversi paesi dell’America Latina.
Il progetto della domus viene sviluppato in co-progettazione tra lз partecipantз di Costruire Bellezza e Jhafis con l’obiettivo di valorizzare la collezione di santi all’interno di uno spazio raccolto e “sacro”, pur utilizzando materiale povero come il legno di abete.
Il risultato finale è una micro-architettura a pianta circolare larga 3 metri e alta 3 metri e mezzo autocostruita con 600 metri lineari di listelli in abete di sezione 4×5 centimetri, assemblati in 21 cornici sovrapposte, di lato decrescente via via che si sale in altezza, e rotate una rispetto all’altra ad ogni livello. Dopo l’esposizione a Palazzo Barolo, nel centro storico di Torino, per la mostra “Fuoriserie” del 2017 organizzata dal PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari, la domus è stata trasferita, senza santi, nel giardino della comunità “Il Melograno”, dell’associazione “Fermata d’Autobus”, a Moncalieri (Torino).
Nel 2025, Jahfis Quintero, nuovamente in cerca di una dimora per i suoi santi malandrini, ricontatta Costruire Bellezza per progettare una nuova domus, questa volta più leggera e facilmente smontabile, che potesse essere spostata insieme alla collezione di statuine. La micro-architettura, anche questa volta co-progettata e autocostruita con Costruire Bellezza, si sviluppa su una pianta circolare composta da 9 torrette di cavalletti in legno di abete alte 3 metri e disposte a raggiera, per un totale di 33 cavalletti e 250 metri di listelli di abete di sezione 10×4 centimetri. La prima tappa della seconda domus è stata la mostra “Vie di Fuga” organizzata nel 2025 dal PARI e dall’associazione “Forme in Bilico” a Flashback Habitat, Torino.
Luogo
- Torino
Team di progetto
- PoliTO SDLab: Nicolò Di Prima, Cristian Campagnaro
- Con la partecipazione dellɜ tirocinantɜ del Corso di Laurea in Design e Comunicazione: Asja Ausilio, Samuele Baruzzi (Domus 1)
- Con la collaborazione di Costruire Bellezza
Partner di progetto
- Jahfis Quintero
- Tea Taramino (associazione “Forme in Bilico”; laboratorio “La Galleria” – circoscrizione 8, Città di Torino; PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari)
- Ennio Beltrand, impianto sono interattivo della Domus 1 (Accademia Albertina di Belle Arti)
- Opera Barolo (Domus 1)
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